Convegno regionale SIP SICILIA 2017

PALERMO, 11 – 12 Maggio 2017

“La Violenza e le sue dimensioni Psicopatologiche, Socio-culturali e Terapeutiche”

Aula Maurizio Ascoli

Policlinico Universitario P. Giaccone

PALERMO

“Il tema della violenza, a cui è dedicato questo Convegno regionale della Società Italiana di Psichiatria, che abbiamo avuto l’onore e il piacere di organizzare, rappresenta per la psichiatria aspetto complesso, sfaccettato, delicato e, comunque, ineludibile. Esso attraversa la prassi e il sapere psichiatrici sotto diversi aspetti e in tanti differenti modi e, soprattutto, con esiti molti variabili, a seconda che si approfondisca la questione della violenza che può manifestarsi in alcuni ambiti della patologia psichiatrica grave, della sua prevenzione, del suo controllo e contenimento, o che si analizzi la violenza subita dal paziente psichiatrico come soggetto fragile e vulnerabile, per altro esposto tuttora a un carico pesante di stigma e di pregiudizio, sia che si affronti il problema, purtroppo sempre attuale, della violenza sulle donne, in tutte le sue molteplici e drammatiche dimensioni ed espressioni, sia – ancora – quello della violenza sui bambini o sui disabili, o della violenza del terrorismo e del fondamentalismo religioso; senza trascurare le nuove sfide poste dai comportamenti violenti, come il cyberstalking o il cyberbullismo, che si avvalgono della mediazione dei dispositivi tecnologici e della Rete.

Tutti questi numerosi ambiti rappresentano vaste aree critiche che contribuiscono, ognuna in modo specifico e caratteristico, a determinare intensi sentimenti di precarietà individuale e collettiva, sui cui la società nelle sue tante componenti, non manca di interrogarsi. La psichiatria, d’altra parte, possiede certamente le competenze necessarie per costruire, per tutti i fenomeni che abbiamo sopra elencato, non solo modelli esplicativi e interpretativi efficaci, ma spesso anche modelli e percorsi di prevenzione e di intervento di elevatissimo valore terapeutico, dato che le conseguenze di una violenza subita, anche a prescindere dalle motivazioni e dalle determinanti, rischiano di provocare effetti traumatici che comportano un danno elevato per l’individuo e il suo ambito di vita.

Tali conoscenze, che sono cliniche, farmacologiche e psicoterapeutiche, devono oggi sempre di più rappresentare patrimonio e risorsa della nostra disciplina, che, a sua volta, deve trovare, anche attraverso le più efficaci strategie di comunicazione, le modalità più adeguate per ribadire e rilanciare il suo ruolo, sempre utile, spesso anche indispensabile e insostituibile, nella prevenzione e nel trattamento di molti fenomeni violenti e dei loro effetti rovinosi. Sottolineare quindi la complessa multideterminazione eziologica e imprevedibilità di molte condotte aggressive e violente da una parte– dato che il rapporto tra psicopatologia e violenza non è lineare ed è sottoposto a una estrema variabilità contestuale e situazionale anche nella stessa persona – insieme però con la specificità di un intervento che, qualora abbia la possibilità di espletarsi e di innestarsi in modo funzionale nella condizione di vita e nell’ambiente della persona, può non di rado risultare risolutivo per disinnescare dinamiche altamente patogene e potenzialmente distruttive.”

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